Italia: una scelta intelligente per le startup innovative

Le startup innovative italiane sono in forte crescita, sia come numero che come fatturato: lo sviluppo passa attraverso l’innovazione.

In Italia negli ultimi anni abbiamo sentito parlare molto spesso di startup innovative, tanto che il termine è passato anche per le Camere, oltre che sui giornali.

Il problema, però, è che come spesso accade nel nostro paese, alle parole non sono seguiti i fatti, o per meglio dire, non è stato realizzato subito tutto quello che sarebbe stato lecito aspettarsi. Perché? Per scoprirlo dobbiamo analizzare la situazione da un punto di vista economico, sociale e culturale.

Partiamo dal concetto di base che, per startup, intendiamo una nuova attività economica a trazione tecnologica che voglia sviluppare un prodotto o servizio in modo innovativo.

Dopo anni di attesa, ecco che arriviamo al 2012, anno in cui il Governo italiano ha varato la norma che ha definito una nuova forma di impresa, quella appunto innovativa, predisponendo un quadro di riferimento su tutto il territorio, utile in materia di semplificazione amministrativa, aperto al mercato del lavoro e meritorio di alcune agevolazioni fiscali.

Con la legge 221/2012 , derivante dal “Decreto Crescita 2.0”, nasce dunque la definizione di startup innovativa. Non ci soffermeremo qui sui dettagli e sui requisiti cui deve rispondere, ma cercheremo di capire perché oggi l’Italia è una scelta intelligente per le startup innovative.

Per prima cosa, con la legge del 2012 questo tipo di attività, come abbiamo detto, godono di agevolazioni fiscali e di una gestione amministrativa semplificata, oltre che di un aiuto a livello operativo quando si tratta di entrare nel mercato. Nello specifico:

  •         Atto costitutivo guidato
  •         Niente imposta di bollo e diritti di segreteria al momento dell’iscrizione
  •         Contratti di assunzione su misura
  •         Accesso semplificato al Fondo Centrale di Garanzia
  •         Incentivi fiscali introdotti dalla legge di bilancio del 2017 sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche (30% sia per IRPEF che per IRES)
  •         Assistenza e supporto in ambito fiscale e normativo
  •         Possibilità di partecipazione e fiere internazionali

Tutto questo, in modo molto sintetico, costituisce un’enorme opportunità per le nuove imprese innovative, di qualunque tipo esse siano. Parliamo infatti non soltanto di startup digitali, ma anche artigianali o sociali, legate al mondo dell’industria, del commercio e dell’agricoltura, oppure a specifici settori dell’economia.

L’Italia oggi è un Paese che, uscendo da un periodo di recessione, sta invertendo la marcia con una lenta ma costante ripresa dell’occupazione e della crescita economica, puntando sull’innovazione e sui giovani. L’economia italiana vuole e deve necessariamente scommettere sull’innovazione e ha non soltanto la forza ma, cosa più importante, le potenzialità per farlo in molti settori.

La politica lo ha capito e ormai da diversi anni sta incentivando non soltanto la nascita ma anche la crescita, lo sviluppo di questo tipo di impresa: anche per questo oggi le startup innovative in Italia rappresentano un’ottima opportunità.

Per concludere, vediamo un po’ di numeri: in Italia sono oggi presenti circa 8 mila startup, con un incremento superiore al 20% rispetto allo scorso anno. Se gli investimenti dall’estero non sono ancora soddisfacenti, dobbiamo segnalare un consistente incremento dei dati dell’equity crowfunding, che in un anno e mezzo ha triplicato il capitale raccolto e sta continuando la sua corsa.

Insomma, dovrebbe essere proprio questo il momento in cui le startup italiane cominceranno a decollare.

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