Gaming business: l’industria del gaming in Italia

L’industria italiana del videogioco non sente la crisi, domanda e offerta continuano a crescere

Partiamo dai numeri e andiamo ad analizzare il giro di affari dei videogiochi in Italia dello scorso anno: parliamo di un mercato che raggiunge il miliardo e mezzo di euro e registra un trend positivo da molti anni sia per quanto riguarda le console, gli accessori, i software fisici e digitali. Un mercato insomma che gode di ottima salute e in espansione, un’industria, quella del gaming, che regge su fondamenta solide e guarda al futuro con ottimismo, anche perché la fascia di pubblico sta diventando sempre più grande: gli italiani, secondo quanto riportato da AESVI, ovvero l’associazione di categoria che rappresenta nel nostro Paese l’industria dei videogiochi, considerano il gaming un’attività divertente da condividere con tutta la famiglia, genitori e figli.

Se vogliamo analizzare i dati di mercato più in profondità, vediamo che il grosso del fatturato è registrato dalla vendita di software (poco più di un 1 miliardo di euro, ovvero il 71% del totale) diviso tra software fisico (65%) e digitale (35%).

Per software fisico intendiamo ovviamente i videogiochi per PC e per console che compriamo nei negozi, mentre con la dicitura “digitale” ci riferiamo al digital download sia da App che su console e PC.

Vediamo allora la classifica dei videogiochi più venduti in Italia divisa per tipo di dispositivo utilizzato, limitandoci al podio.

  •         Console: FIFA 2018, Call of Duty, Crash Bandicoot.
  •         PC: The Sims 4, Overwatch, Call of Duty.
  •         App: Clash Royale, Candy Crush, Clash of Clans.

Se invece andiamo a dare uno sguardo al segmento hardware, riportiamo un fatturato superiore ai 400 milioni di euro, ovvero circa il 30% del totale giro di affari del gaming italiano. Quasi l’80% è dato dalla vendita delle console, mentre il restante 20 dagli accessori, cresciuti del 10% rispetto all’anno precedente.

Curioso che quasi l’8% del fatturato hardware derivi da console retrò: il fattore nostalgia ha quindi un peso non indifferente sul mercato.

Ma qual è il giocatore tipo italiano?

Se prendiamo in esame le persone tra i 16 e i 64 anni, più della metà di queste hanno giocato almeno una volta a un videogioco nell’ultimo anno, il 60% uomini e il 40 donne.

I giocatori più affezionati sono quelli compresi in una fascia di età tra i 25 e i 34 anni, seguono i 35-44 e infine i 45-54.

La maggior parte del tempo dedicato al gaming dai videogiocatori è davanti alla console, medagli d’argento per i dispositivi mobili, infine il PC.

Quali sono i generi preferiti dai videogiocatori italiani?

La medaglia d’oro in questo caso va sicuramente al genere action, che cattura circa la metà dei player, seguito dallo sport (qui vanno forte gli under 34) e dai casual games e i giochi di avventura, infine i racing games.

Ovviamente la scelta del nuovo videogioco arriva da molte direzioni, primo tra tutti il consiglio di familiari e amici, dal mondo della Rete, specialmente video-consigli su YouTube, infine siti specializzati, media e pubblicità.

Inomma, in Italia il gaming è un business a 360 gradi.

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